Lei è piena d’amore però non sembra così.

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È l’indimenticabile riproduzione di un tramonto in miniatura. Sembra finire per ricominciare nella mente. Ci sono tramonti che non tramontano mai. Lei è lei ed è quanto basta per non vedere altre che lei intorno a me. Lei probabilmente difficile da capire pur possedendo una semplicità così profonda da restare incomprensibile. Lei ha sempre pensato che per me fosse facile scrivere, tirare fuori quello che avevo dentro, scompigliare l’anima al vento per spiaccicarla su carta come se la si potesse fermare lì, per tutto il tempo possibile. Io non lo so se lei ha capito che non è così, che non si riescono ad inventare le parole se non sono già nel doppio fondo del tuo cappello, se non sono appoggiate al silenzio che ti brucia dentro, che è faticoso scriverle, che a volte ti lacera la mente, che scrivi per tutti ma non le scrivi a chiunque, che ogni volta hanno un indirizzo preciso e sempre esclusivo, come la suite che affaccia su un campo da golf, dove l’ultima buca è l’entrata di un sogno. Io non lo so se lei ha capito che io non credo nei comandamenti e ascolto solo le vibrazioni che mi fanno girare gli occhi in mezzo a una stanza vuota, per seguire un vento innaturale che soffia anche se è tutto chiuso, se ormai il tempo è finito, se il cuore batte più lento perché non riconosce più niente di quel che vorrebbe davvero intorno. Però di comandamento ne ho inventato uno che scrivo a terra tutte le volte che abbasso lo sguardo, non esiste una sola verità, ne esistono tante mescolate fra la gente, spesso dividono perché accentuano le distanze fra chi vuole essere capito ma non si sforza di capire.

Lei ha sempre pensato che io fossi tanto forte da riuscire ad affrontare tutto da solo, solo perché alla fine ce l’ho sempre fatta, solo perché ho stravolto il destino, solo perché ho compresso tristezza e delusioni e le ho fatte diventare libri e canzoni. Forse lei sa che abbandonare un sogno per strada, all’inizio fa girare a guardarlo di continuo mentre ti allontani ed è come privarsi di qualcosa che sai che non vedrai mai più. Lei ha sempre pensato che la rabbia facesse parlare sinceramente e tirare fuori le cose che in altri momenti non diresti mai e che quando t’incazzi e sputi veleno dici davvero quel che pensi. Non sempre è così. Ha sempre saputo che non sono un uomo facile, che alcuni dolori ti aprono agli altri ma ti chiudono a chi impari a volere davvero. Così a volte ci si fa del male, si fa del male proprio a chi non vorresti. Lei non sa che l’ho fotografata in molte foto dove lei non c’è, sembra esserci tutt’altro, dal fuoco, alla luna, a una penna su un foglio a un panorama sempre fuori stagione e persino in quelle che mai scatterò. Lei sa che mi sono rimaste poche donne dentro fra tutte quelle che ho incontrato e ancora meno addosso, quasi a riconoscerne l’odore anche quando l’incanto si è spento, a sentirne il sapore di notte, quando respiri il ricordo della passione e del colore e che però questo non basta ad arginare le differenze. Lei ha conosciuto la mia parte peggiore e quella migliore, quando si è rotta la chiusura che serra la mente e lascia i sentimenti in libera uscita, fra notti insonni, musica e risvegli rumorosi. Perché è davvero una terra strana la nostra mente. Dalla mia vita ho imparato qualcosa, che sentirsi soli stando con qualcuno è la vera solitudine e che da solo non mi sento solo mai e questo è forse il limite della mia forza, e forse diventa la mia fragilità. Da lei ho imparato che vedo la luce comunque e che chissà se poi è vero che non si ha bisogno di nessuno, perché per quanto si persegua la luce si è sempre anche l’ombra di qualcosa o di qualcuno.

– M. Bisotti.

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